Chi aggiusterà la bici?

Buon pomeriggio cari lettori, oggi due nuovi membri dei Cortili, sotto lo pseudonimo di Bombardino Crocodilo e Argento Meraviglioso, sono stati intervistati per parlarci del laboratorio di Ciclofficina.

Siete curiosi di sapere cosa è successo?

F: Che voto date al laboratorio da 1 a 10?
BC: Io darei 9 e non 10 perché c’era qualche persona maleducata, secondo me
AM: Io 8, sono d’accordo con il mio collega

F: Quale è stato il momento più bello?
BC: Il momento in cui abbiamo iniziato a fare cose creative e in cui abbiamo imparato qualcosa riguardo le biciclette.
AM: Quando abbiamo imparato cose nuove che non avevamo mai fatto, quando abbiamo iniziato con Stefano a fare la riparazione della camera d’aria di una bicicletta.

F: Come si ripara una camera d’aria?
BC: inizialmente abbiamo gonfiato la ruota per trovare il buco dove usciva l’aria. Poi abbiamo usato il primo metodo: scorrere tutta la camera d’aria fino a trovare il buco, sentendo la fuoriuscita dell’aria.
Dopo abbiamo levigato la parte del buco, messo la colla specifica per camere d’aria, abbiamo aspettato un po’ e dopo messo la toppa. Abbiamo dovuto tenere schiacciato per una decina di minuti.

F: è stato faticoso levigare?
BC: più che faticoso noioso.

F: In che cosa consiste il laboratorio in generale?
Dove siete andati, chi teneva il laboratorio, quanti incontri avete fatto per ora?
AM: Il laboratorio di ciclofficina è un laboratorio per imparare a riparare le biciclette, che può essere utile quando saremo grandi.
C’è una persona, che si chiama Stefano, che ci spiega come fare a riparare le biciclette e i vari passaggi. Se non capisci le cose a volte un po’ ti sgrida ed è un po’ burbero, però sa il fatto suo.
Siamo andati in uno spazio all’interno delle scuole Giordani che si chiama Atelier dei Saperi, ed è un posto collegato ai Cortili.
Per ora abbiamo fatto due incontri, il terzo è saltato perché Stefano era malato
BC: Il laboratorio consiste, come ha detto Argento, nell’imparare le cose che non sappiamo per riparare le biciclette, oltre a questo abbiamo scoperto che è un esercizio importante per imparare sostanzialmente il lavoro di gruppo.
Il lavoro di gruppo è un lavoro in cui conosci delle caratteristiche delle altre persone e ci socializzi, impari a stare con loro, impari a conoscere meglio.
Personalmente io sento che imparo delle cose che mi arricchiscono e comunicando con le altre persone scopro cose nuove.
Stefano, che guida il laboratorio, è molto professionale e che se ne intende del tema. Però c’è sempre un però. Alcune volte è un po’ burbero.

F: Cosa non ti piace della ciclofficina?
BC: poche cose non mi sono piaciute, per me è stato un po’ sgradevole il comportamento di alcuni partecipanti al laboratorio, che se non sapevo fare qualcosa sentivo che rispondevano male. (Ma bisogna vedere sempre il lato positivo delle persone)
Non mi è piaciuto anche il fatto che a volte ci sono momenti senza compiti da svolgere.
AM: come dice il mio collega anche io sono d’accordo. Non mi è piaciuto anche il fatto che a volte venivamo un po’ ripresi. Non mi è piaciuto che alcuni momento ci si annoia e non si fa nulla.

F: Come ti fa sentire questo laboratorio?
AM: mi sento tanto tanto tanto felice e mi sento bene quando sono li, perché ci sono miei amici che conosco di più.
BC: grazie a questo laboratorio mi sono sentito in gruppo e in compagnia con i mei amici, come dice anche Argento, mi sono sentito felice collaborando con dei professionisti.

Grazie Argento e grazie Bombardino, siete stati top ed è stato molto interessante intervistarvi. Non vediamo l’ora di leggere un’altra vostra intervista!